Attrici: Francesca Bertini

La Bertini, si capisce, dell’accoglienza della critica si è infischiata. Ed ha girato un secondo film. Il pubblico, del parere dei critici se ne è infischiato doppiamente.

Il ritorno allo schermo, avvenuto lo scorso anno, di quella che fu la « divissima » conosciuta ed ammirata in tutto il mondo, ha dato modo alla grande maggioranza dei giornali cinematografici di scagliarsi, a partito preso, contro di lei.
A partito preso, dico, perché molti furono quelli che ergendosi a paladini dell’Arte cinematografica (con l’A maiuscolo) in genere e di quella cinematografica in particolare, vollero vedere in Francesca Bertini la negazione assoluta d’ogni qualità artistica senza nemmeno attendere di poterla giudicare nel film (La fine di Montecarlo) che avrebbe segnato il suo ritorno.
— La Bertini di dieci anni fa non è un’artista — si disse. — La sua tecnica non può essere accettabile oggi poiché in dieci anni il cinematografo ha fatto del cammino che la Bertini, ritiratasi dallo schermo, non ha potuto seguire.
Ma chi lo provava? Chi poteva dire, prima di averla veduta, se la Bertini, la sua arte, non dovevano essere più accettabili? Poteva essere, ma poteva anche non essere. Ed al postutto non era detto che la Bertini di dieci anni prima, anche se rimasta quella di allora, non dovesse più piacere.

Il cinema, come tutte le altre cose, si fa per il pubblico. Non per i critici.
Se la Bertini sarebbe stata più o meno accettabile lo avrebbe detto il pubblico dopo averla veduta. L’assalto dei critici dunque fu intempestivo non solo ma fu anche una mancanza di buon senso.
Quando La fine di Montecarlo poi, apparve su lo schermo, la canea aumentò. Il critico meno feroce avrebbe voluto l’attrice sulla graticola.
Si confuse la scipitaggine del film con l’attrice, quasi ch’essa fosse responsabile del soggetto del film stesso, si volle confondere le manchevolezze de l’uno con la recitazione dell’altra e si stroncò senza pietà.
Nell’Italia gentile, contro un’attrice italiana. Che all’estero, naturalmente, si ebbe un po’ più di rispetto verso l’attrice nostra e verso la sua fatica che se non fu del tutto riuscita lo fu indipendentemente dalle sue possibilità.
Le colpe della Bertini? Non molte. Anzi, una soltanto. Ma in compenso gravissima: quella di essere stata una grande diva dieci anni fa.
Ora, se anche la Bertini ha conservato alla sua arte le viete forme che valsero a portarla in auge per il passato, tutta la canea che le si è fatta contro è stata semplicemente ignobile.
— La Bertini non fu è non è un’artista — si disse. E sta bene. Ma questa non era una buona ragione perché il suo ritorno allo schermo fosse accolto con ostilità deliberata che tale fu l’accoglienza dei critici. Attrice, la Bertini lo fu e lo è, e ciò doveva bastare perché essa fosse accolta, giudicata, alla stessa stregua di qualsiasi altra attrice, e come tale serenamente criticata.
Il novanta per cento delle donne dello schermo americano non soltanto non sono artiste, ma non sono nemmeno attrici. Eppure nessuno si è mai sognato di muovere contro qualcheduna di loro con il coltello alla mano.
Chi si accinge ad una fatica, morale o materiale, commerciale od artistica, va soggetto alla critica altrui. Ne fa tesoro o se ne infischia, non importa. Ma non lo si fischia, non importa. Ma non lo si deve stroncare deliberatamente. E giudicata, criticata avrebbe dovuto essere la Bertini attrice, con tutto il rispetto dovuto a chi, comunque, bene o male fa. L’aver detto della Bertini: “Non è artista!” non fu ragione sufficiente per dare uno scopo alla canea che le si mosse. Bisognava dimostrarlo, che non era artista. E si sarebbe veduto, allora, che era per lo meno attrice e che come tale il pubblico l’accettava.
Quanto bastava per doverle far tanto di cappello perché, un attore deve piacere al pubblico e non ai critici!

La Bertini, si capisce, dell’accoglienza della critica si è infischiata. Ed ha girato un secondo film. Il pubblico, del parere dei critici se ne è infischiato doppiamente. E come è accorso a vedere l’attrice nel primo film, soddisfattissimo è accorso a vederla nel secondo.
Il che significa che Francesca Bertini artista o no conta ancora degli ammiratori e che piace e interessa ora come allora.
Quanto volevasi dimostrare.
Come è apparsa ai suoi ammiratori la Bertini di ora?
La stessa di prima come attrice, e cioè un po’ studiata. Francesca Bertini recita secondo la scuola di allora e cioè con eccessivo abuso di giochi facciali, con troppa posa.
Tuttavia in più di una scena di Odette mi parve riscontrare nella sua recitazione qualche cosa di veramente sentito, si da farmi credere che se essa continuasse a lavorare per lo schermo e si imponesse uno studio severo di sé stessa riuscirebbe a far ricredere sul suo conto più di un critico.
Ammesso che ci sia un critico, tra coloro che la hanno stroncata, disposto a ricredersi.
Come donna, la Bertini ci è apparsa, oserei dire, ancora più bella di prima. Certo dotata di una bellezza diversa.
Soltanto le mani, le ho trovato imbruttite, ed è il caso di parlarne in un’attrice che come lei ne fa largo uso nella recitazione. Non sono più le belle mani di cui ammirammo la plastica in Piccola fonte, in Fedora, ecc.
Ci sono apparse meno fini, le dita meno affusolate. Tuttavia esse sono ancora le mani espressive di prima.

Mostra tutti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.