La bambina che doveva chiamarsi Francesca Bertini

Quando sia nata Francesca Bertini mi pare di non poter dire con precisione…

Arte e vita di Francesca Bertini. La vita – Atto primo – Scena prima.

Come nasce? (versioni dal 1920 al 2006)

1920. Quando sia nata Francesca Bertini mi pare di non poter dire con precisione: certo fra il ’92 e il ’95. Ha lasciato scritto un poeta che alle donne l’anno di nascita non si domanda mai.
Dove?
Oriunda fiorentina, a tre anni seguì la sua modesta famiglia a Napoli.
(Rino Mattozzi. Francesca Bertini; Rassegna Generale della Cinematografia, Roma 1920)

1935. Francesca Bertini è… Elena Vitiello, napoletana, ma nata a Firenze, da padre napoletano e da madre toscana.
(Francesco Soro, Splendori e miserie del cinema, Consalvo Editore, Milano 1935)

1936. Non si chiamava Francesca Bertini, ma Elena Vitiello, figlia di un povero trovarobe napoletano e perciò nata in palcoscenico, in mezzo ai comici di una Compagnia dialettale.
(D. L., Rallentatore – Francesca Bertini; Lo Schermo, Roma Febbraio 1936)

La bambina che nacque in una notte d’agosto alla villa del Cucù doveva un giorno chiamarsi Francesca Bertini. Il suo nome e la sua immagine, ripetuti milioni di volte sugli schermi di tutto il mondo, erano destinati alla più clamorosa celebrità.
La stella che era caduta, rigando il cielo di una scia luminosa, era quella della mia fortuna di donna e di artista. Una leggenda toscana promette, infatti, vita gloriosa alle fanciulle nate nella famosa notte « delle stelle cadenti ».
Aprendo la finestra sul giardino per respirare l’aria profumata, la levatrice aveva levato gli occhi al cielo ritraendosi subito per mormorare estasiata:
— È nata sotto il segno della stella: sarà certamente una bambina felice!
— Ed è una bella bambina! — aggiunse mio padre dopo essersi chinato, ubriaco di felicità, ad osservarmi con amorosa attenzione.
Era un ricco commerciante napoletano: ritiratosi dagli affari qualche anno prima che io nascessi, viveva agiatamente di rendita. Fu certamente la sua origine partenopea ad accreditare per tanto tempo la voce che anch’io fossi nata nella città del sole. Invece Francesca Bertini è fiorentina. Anche mia madre lo era, ed imparentata con le più antiche famiglie toscane. Aveva sposato mio padre a venti anni ed il matrimonio era stato singolarmente felice. Durante tutta la vita, nell’esistenza nomade ed agiata come in quella un poco difficile del periodo che seguì alla catastrofe finanziaria, non si lasciarono un istante.
(Francesca Bertini, Arte e Vita di Francesca Bertini; Film, Roma 1938)

1951. Francesca Bertini è nata a Firenze, nella villa del Cucù al viale dei Colli, nel 1896. Il suo vero nome è Elena Seracini Vitiello. Il padre, commerciante napoletano ritiratosi dagli affari, viveva agiatamente di rendita; la madre era invece toscana, di ottima famiglia senese: bionda e bella tanto, che la gente la chiamava « la rosa di Firenze ».
(Vico d’Incerti, Vecchio cinema italiano – Le dive; Ferrania, Milano ottobre 1951)

1969. Elena Seracini Vitiello, cioè Francesca Bertini, nasce a Firenze l’11 aprile del 1888. Ma presto i genitori si trasferiscono a Napoli. La madre, Adelaide Fratiglioni, è una modesta attrice di prosa fiorentina; Arturo Vitiello, trovarobe napoletano, è il padre adottivo.
(Pietro Bianchi, La Bertini e le dive del cinema muto; UTET, Torino 1969)

1969. Forse Francesca Bertini non nacque a Napoli ma a Firenze. Forse il suo vero nome era Elena Vitiello, o forse Elena Seracini; forse (ma con moltissimi forse) la sua data di nascita è il 6 febbraio 1892; forse sua madre era la generica napoletana Adelaide Fratiglioni, forse suo padre era il trovarobe napoletano Vitiello.
(Vittorio Paliotti, Enzo Grano, Napoli nel cinema, Azienda Autonoma Soggiorno Cura e Turismo, Napoli 1969)

1969. Sono nata in una delle più belle città del mondo: Firenze, il 5 gennaio 1892. E sono stata battezzata in una delle più belle chiese del mondo: Santa Maria Novella, tra gli affreschi del Ghirlandaio, di Paolo Uccello, del Boninsegna e di Massaccio.
La mia storia comincia proprio a Firenze, in quella grande basilica trecentesca, e comincia di buon’ora. Fui battezzata infatti al primo chiarore del mattino e mi furono imposti i nomi di Elena, Francesca, Giuseppina, Orlanda.
E di lì cominciano anche i miei ricordi. Non perché mi ricordi io di quel tempo, si capisce, ma perché rammento quanto mi raccontava la mia dolce nonna.
(Francesca Bertini, Il resto non conta; Editrice Giardini, Pisa 1969)

1972. Lo confesso, superata che ebbi la trentina soggiacqui anch’io a femminile debolezza e tentai di levarmi sei anni, quando i giornalisti indiscreti mi chiedevano la data di nascita io l’avanzavo al 1898, ma i giornalisti non si appagavano della testimonianza del mio aspetto giovanile, cercavano quella del mio debutto cinematografico, smascherando così la mia ingenua menzogna, anzi taluni punivano con malignità la mia debolezza, portavano più indietro del giusto la mia data di nascita, mi aggiungevano più anni di quanti avevo cercato di levarmene. Allora decisi di dire sempre la verità: sono nata a Firenze il 5 gennaio 1892.
(Francesca Bertini, Domenica del Corriere, Milano 5 dicembre 1972)

2006. Forse Francesca Bertini non nacque a Napoli ma a Firenze. Forse il suo vero nome era Elena Vitiello, o forse Elena Seracini; forse (ma con moltissimi forse) la sua data di nascita era il 6 gennaio 1892; forse sua madre era la generica napoletana Adelaide Fratiglioni, forse suo padre era il trovarobe napoletano Pasquale Vitiello.
(Vittorio Paliotti, Enzo Grano, Napoli nel cinema, Marotta & Cafiero, Napoli 2006)

2006. Francesca Bertini nacque il 5 gennaio 1892, come dichiarato dalla levatrice che consegnò la neonata il giorno successivo al Regio Spedale degli Innocenti di Firenze, l’orfanotrofio cittadino dove le fu imposto il nome di Elena Taddei (cognome rivela, celata dietro l’onomastica di una illustre famiglia fiorentina, la verità sulle sue origini illegittime). Solo il 23 marzo 1894 venne riconosciuta « per figlia naturale da Adelina di Venanzio Fratiglioni nata e domiciliata a Firenze nubile, maggiore di età, attendente a casa. » Nel novembre del 1910 l’addetto all’Anagrafe del Comune di Firenze verga a lato dell’Atto di nascita la seguente formula « Elena, figlia naturale di Adelina Fratiglioni è stata, qual figlia, da Arturo Salvatore Vitiello e Fratiglioni Adele Maria legittimata per susseguente matrimonio celebrato il 4 giugno 1910 in Roma ed iscritto in quell’Uffizio dello Stato Civile al numero 1273 ».
(Cristina Jandelli, Le dive italiane del cinema muto; L’Epos, Palermo 2006)

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